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martedì 14 maggio 2013

Da Trastevere al Colosseo, Roma attraverso gli occhi dei tennisti

Tutti i tennisti sembrano essere d’accordo; il Foro Italico è uno dei circoli più belli e affascinanti del circuito e gli Internazionali BNL, giunti quest’anno alla 70esima edizione, sono uno dei tornei più attesi; non solo perché fanno parte dei fatidici Master 1000, i nove tornei più importanti subito dopo quelli del grande slam, ma anche perché la cornice che li ospita, la città eterna, offre una moltitudine di attrazioni di ogni genere.

Novak Djokovic, uno dei primi ad arrivare quest’anno nella capitale in virtù della sua prematura uscita di scena dal torneo di Madrid, si consola a cena con uno ‘dei migliori piatti di pasta, tradizionalmente servito’.

One of the best pasta plates in the world. Traditionally served :-) Restaurant is

lunedì 4 marzo 2013

Tennisti ed esultanze, saluti e balletti

In principio furono i calciatori. Dalla mitraglia di Batistuta al ciucciotto di Totti passando per l’aeroplanino di Montella  e le capriole di Martins,  l’esultanza  dopo la realizzazione di un gol è diventata per molti bomber una sorta di ‘firma’ e ha ben presto fatto tendenza anche in altre discipline sportive.


Anche nel tennis non mancano gli esempi di quelli che sono diventati dei veri e propri rituali post vittoria.  Si va dai modi di festeggiare più tradizionali, quali gli inchini di Agassi o i baci dispensati dalla Sharapova ai quattro lati del campo, a quelli più originali e curiosi.

venerdì 14 settembre 2012

2012, Grande slam per i ‘Fabolous 4’

Tennisticamente parlando il 2012 sarà ricordato come l’anno dei ‘Fabolous 4’. Ultimo ad entrare in questo club d’elite del tennis mondiale è il britannico Andy Murray, che si è imposto nel quarto slam della stagione dopo una tiratissima finale contro il serbo Novak Djokovic durata quasi 5 ore di gioco (7-6 7-5 2-6 3-6 6-2 il punteggio). Per il britannico, a detta di molti, il 2012  è stato l’anno della consacrazione. A poche settimane di distanza dalla cocente sconfitta sull’erba di Wimbledon contro Roger Federer,  Murray, infatti, è riuscito prima a prendersi la rivincita contro lo svizzero nella finale delle olimpiadi di Londra 2012 e poi a trionfare sul cemento di Flushing Meadows.  Murray ha così centrato la sua prima vittoria in uno slam, interrompendo un digiuno che per i colori britannici durava dal 1936;  ci è riuscito alla quarta finale disputata in carriera, ironia della sorte proprio come il suo nuovo coach, Ivan Lendl, a cui molti attribuiscono il merito della sua crescita, soprattutto a livello mentale.